Santuario

NOTIZIE STORICHE ED ARTISTICHE

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La basilica mariana sorge sulle rovine di un antico castello medioevale distrutto nel XVI secolo.

All’origine del tempio sta l’effige quattrocentesca della B.V. Maria dipinta a fresco sul muro sopra la porta d’ingresso del castello; rimasta integra dopo l’incendio appiccatovi da truppe spagnole nel 1558, si diffuse immediatamente la notizia del miracolo e la venerazione popolare.
In particolare, alla B.V. Maria, i fioranesi si rivolsero durante la terribile peste bubbonica del 1630, dalla quale furono del tutto preservati. Si decisero perciò a costruire un tempio in ringraziamento della grazia ricevuta.
Eseguito su progetto di Bartolomeo Avanzini, architetto romano al servizio della corte ducale estense, il santuario fu completato definitivamente solo nel 1889 con la costruzione della facciata e delle due torri campanarie. Il tempio, è modellato su una pianta a croce greca e coronato da un’alta e slanciata cupola, terminante con una piccola lanterna.760

Al centro, sopra l’altare maggiore, è posto l’affresco quattrocentesco della Vergine con il bambino, a cui fu aggiunto in seguito il soldato in preghiera, a ricordo del primo miracolo. Nel tempio sono presenti pregevoli opere arte del sec. XVII: l’altare marmoreo di Tommaso Loraghi, gli affreschi di Tommaso Costa ai lati delle cappelle laterali e di Sigismondo Caula nella cupola (poi rimaneggiati nel XVIII sec. da A. Malatesta), la tela di Oliviero Dauphin rappresentante i Santi Nicola da Bari e Nicola da Tolentino, il crocifisso ligneo di scuola bolognese (cappelle laterali).
L’apparato figurativo fu completato all’inizio del XX sec. coi dipinti delle volte a botte, raffiguranti scene mariane, eseguiti dai pittori modenesi G. Mazzoni e A. Artioli
Durante la II guerra mondiale furono rivestite di marmo le architetture degli altari laterali e le paraste addossate alle pareti.
Nelle due sacrestie sono esposti oggetti devozionali e alcuni dei tanti ex voto, anche dipinti, offerti alla B.Vergine; di particolare valore storico-documentale è anche la croce medioevale di sasso, che sorgeva davanti alla prima chiesa parrocchiale posta all’interno del castello.
Nell’archivio parrocchiale sono conservati interessanti documenti storici, pergamene e pregevoli arredi liturgici, mentre nella pinacoteca (visitabile su richiesta) sono custoditi numerosi dipinti sette-ottocenteschi di notevole interesse.

In conseguenza della grande venerazione alla Beata Vergine del Castello, confermata nei secoli dai tanti miracoli, nel 1934 il papa PIO XI concesse al santuario il titolo di Maria Mediatrice di tutte le Grazie.
Nel medesimo anno fu anche inaugurato l’adiacente complesso di accoglienza formato dalla Casa degli Esercizi e dal Salone del Pellegrino.

Il 27 settembre 1989, infine, il santuario fu elevato al titolo di Basilica Minore dal pontefice Giovanni Paolo II .
Perciò la popolazione fioranese, memore della devozione che univa il Beato Giovanni Paolo II alla Vergine Maria, con il parere favorevole della municipalità, ha voluto dedicargli la piazza antistante il Santuario, rinnovata nelle forme e nella pavimentazione.

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STATUA DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II

È una Fusione di bronzo, eseguita dallo studio Arte Poli di Verona, la statua è stata in fondo al piazzale del Santuario e benedetta da S.E. Mons. Antonio Lanfranchi vescovo di Modena-Nonantola in occasione della beatificazione del pontefice il 1 Maggio 2011.

PREGHIERA ALLA VERGINE MARIA,  IMG_3778DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II

 Maria,
Madre di misericordia,
 veglia su tutti,
 perchè non venga resa vana la croce di Cristo,
 perchè l’uomo non smarrisca la via del bene,
 non perda la coscienza del peccato,
cresca nella speranza in Dio ricco di misericordia,
compia liberamente le opere buone da Lui predisposte
e sia così tutta la vita a lode della sua gloria.